Autore: Francesco Piccat

Francesco Piccat, nato a Saluzzo nel 1991. Vive e lavora a Parigi. È un esperto conoscitore e degustatore dei vini francesi. Ha ottenuto la menzione distinzione al WSET 3.
Pascal Jolivet, un Sauvignon che sa molto di Champagne e un Pinot nero che sa di Borgogna.
Parliamo di Vino, Recensioni

Pascal Jolivet, un Sauvignon che sa molto di Champagne e un Pinot nero che sa di Borgogna.

Agli italiani il Sauvignon è quel vitigno che fa venire alla mente il Friuli di Livio Felluga o, ai più internazionali, i vini del nuovo mondo e specialmente quelli di Marlborough in Nuova Zelanda. Non bisogna dimenticare però che è nella Francia centro-occidentale che questo vitigno ha affondato, letteralmente, per la prima volta le sue radici. Non siamo ancora certi sul “dove” esatto, dato che alcuni pensano alla zona bordolese di Leognan-Pessac ed altri alla Loira di Sancerre, Pouilly o Menetou.Al Vinexpo 2024 di Parigi ho avuto la fortuna di degustare i vini di Pascal Jolivet, cantina iconica proprio di Sancerre che offre diverse tipologie di prodotti. Tutti pero’ sono accomunati dalla sua filosofia, che è incentrata sull'idea che il vino debba essere una rappresentazione autentica de...
Una grande scoperta al di là del Reno: la cantina del Dr Heger.                    Di Francesco Piccat
Parliamo di Vino, Recensioni

Una grande scoperta al di là del Reno: la cantina del Dr Heger. Di Francesco Piccat

Al Wine Paris & Vinexpo Paris, saloni europei a Parigi tra i più importanti sul mercato del vino, si fanno sempre delle scoperte sorprendenti. Bisogna però avere la curiosità di uscire dai sentieri più battuti, sia per quanto riguarda le denominazioni sia per quanto riguarda le regioni di riferimento dei vari Paesi. Quando si pensa alla Germania vitivinicola viene alla mente la bellissima regione della Mosella, la Renovia o il Palatinato. Il Baden è sottovalutato, in quanto viene spesso visto come un’estensione spuria dell’Alsazia. Nell’amena cittadina di Ihringen invece, esattamente a metà strada tra Colmar e Friburgo in Brisgovia, troviamo la cantina del Dr Heger. Incastonata tra le colline del Baden e le curve del Reno, la cantina è ormai alla quarta generazione e produce de...
L’Ambasciata di Sardegna (e d’Italia) a Parigi: Fulvio.                     Di Francesco Piccat
Accoglienza Ristorativa, In giro per ristoranti

L’Ambasciata di Sardegna (e d’Italia) a Parigi: Fulvio. Di Francesco Piccat

In rue de Varennes, nel settimo arrondissement di Parigi, c’è la Ambasciata d’Italia. Nel Marais invece, al 4 della rue du Poitou, troviamo l’Ambasciata di Sardegna: il ristorante “Fulvio”. Essenziale e diretto come il suo nome, senza barocchismi come sarebbe quel “Da Fulvio”, con una vetrina che non cerca di essere vista, il ristorante è musica per le orecchie di chi vuole trovare a Parigi un’oasi pienamente italiana. L’ideatore, il regista, lo sceneggiatore ed il protagonista di questa rappresentazione pienamente italiana è Fulvio Trogu, nato a Dolianova (Sardegna) e ormai da 50 anni residente nella Ville Lumiere. Presentato dall’amico nonché Presidente di Epulae Accademia Enogastronomica Internazionale Angelo Concas, Fulvio mi ha accolto con quella sicura semplicità di chi sa di poter ...
Côte des Blancs, Valle della Marna e Montagna di Reims: Tre volti dello Champagne.
saperi e sapori

Côte des Blancs, Valle della Marna e Montagna di Reims: Tre volti dello Champagne.

La strada che da Parigi porta in Champagne è un susseguirsi di curve e memoriali militari. La Marna, fiume che la incrocia molte volte, è sacra ai francesi: nel lontano 1914 li aiutò a compiere un vero e proprio miracolo, bloccando la fulminea avanzata tedesca verso Parigi.La Champagne, che vuol dire proprio campagna in francese, è infatti la campagna della capitale, da secoli legata politicamente, commercialmente (grazie alle sue famosissime fiere medievali) ed economicamente alla monarchia prima e alla repubblica poi. Direi piuttosto alla Monarchia, dato che nella sontuosa cattedrale di Reims sono stati incoronati ben 33 successori di Clodoveo e San Luigi. Naturalmente, il vino di questa terra risente di questa pesante eredità, e deve essere per forza maestoso e festivo allo stesso temp...
La “robe” del vino: una storia di seduzione, femminilità e libertà.
Arte & Sapori

La “robe” del vino: una storia di seduzione, femminilità e libertà.

I delicati capelli di Ester e gli occhi infiniti di Cleopatra. Ma anche la sicura attitudine di Giuditta e la femminile dignità repubblicana di Marianna. Anne Sophie Mrva ha 29 anni ed è una nota cabarettista parigina, con una allure che racconta molto dei suoi 14 anni di danza classica alle spalle. Il disordine di fondo, tipico delle affollate brasserie parigine del secondo arrondissement, pian piano scompare e il tempo si dilata con l’incedere della conversazione. La sicurezza del suo sguardo mi conferma di essere di fronte alla persona giusta per parlare di femminilità, seduzione e vino. Se ci pensiamo bene, il vocabolario del sommelier prende costantemente in prestito dei termini che sono propri di altri mondi. I francesi usano robe, l’elegante vestito da donna, per descrivere il c...
Gran selezione, l’eccellenza del Chianti Classico by Carus.
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Gran selezione, l’eccellenza del Chianti Classico by Carus.

Quando ci troviamo di fronte ad un grande vino rischiamo di commettere due errori. Il primo è banalizzarlo, ovvero berlo senza una particolare motivazione o abbinarlo ad un piatto non alla sua altezza. Il secondo, che a mio giudizio è ancora più grave, è aspettare troppo per degustarlo. Le sorprese migliori sono quelle inaspettate, subitanee, certamente ragionate ma non troppo ricercate. I grandi vini (come in realtà tutti i vini) vanno rispettati, capiti, e soprattutto goduti liberamente. È con questo stato d’animo che mi sono approcciato alla degustazione della Gran Selezione di Carus, azienda di San Casciano in Val di Pesa. Siamo nel cuore del Chianti Classico, in provincia di Firenze, dove le infinite distese di Sangiovese, 80% di uvaggio minimo stabilito dal disciplinare, incontra...
Bandol ovvero la macchia mediterranea in un grande vino rosso.
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Bandol ovvero la macchia mediterranea in un grande vino rosso.

La Provenza è conosciuta soprattutto per i suoi vini rosati, ottimi per accompagnare le nostre cene d’estate. Chi cerca un po’ più a fondo però, troverà delle grandi sorprese nella sua produzione di vini bianchi e rossi. E, soprattutto, nell’uso di vitigni poco comuni altrove. Ieri sera mi trovavo a dover scegliere il vino con cui accompagnare un piatto di carne rossa marinato per molto tempo in una salsa al rosmarino. Un qualunque vino abbastanza tannico e strutturato avrebbe fatto l’affare, ma per un abbinamento ancora più riuscito mi è venuto in mente il Bandol rosso. Bandol è un paesino di pescatori a meno di un’ora di macchina da Marsiglia che si nasconde tra dolci insenature mediterranee ed è circondato da un’odorosissima macchia mediterranea. Da un secolo la cittadina è un’ap...
Il Terrano, un vino di frontiera
Parliamo di Vino

Il Terrano, un vino di frontiera

La Venezia Giulia è quella regione storica italiana che tutti studiano al Liceo ma che poi dimenticano velocemente. La troviamo nella denominazione completa della regione del Friuli, ma non sappiamo dire esattamente cosa e dove sia. In sostanza, è tutta quella parte di Italia ad est del fiume Isonzo e che comprende parte della Carniola slovena, il Carso triestino e l’Istria. Note vicende storiche hanno amputato all’Italia larga parte della Venezia Giulia, ma resta nei confini nazionali il Carso. Ecco, il vino di cui parliamo oggi viene proprio da questa “terra” così particolare e unica al mondo. Terra è tra virgolette perché gran parte del suolo carsico si compone di una roccia calcarea che risale al Cretaceo. Basta camminare lungo i sentieri che si affacciano sul Golfo di Trieste, com...
Il vino che si chiama salsedine: Les Embruns, Sable de Camargue.
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Il vino che si chiama salsedine: Les Embruns, Sable de Camargue.

Per chi non avesse troppa dimestichezza con l’inglese, il comfort food è quell’espressione che si riferisce a quelle pietanze che ci fanno stare bene. Cibi che ci ricordano l’infanzia, spesso grassi e ricolmi di olio o burro, ma che ci aiutano a stare meglio. La pizza è un classico comfort food, ma anche le lasagne, la parmigiana di melanzane o l’arrosto. Poi magari il giorno dopo i più salutisti possono volersene, ma intanto ricascheranno di nuovo nello stesso tranello. Nell’epoca della rapida condivisione di idee in cui viviamo, sicuramente qualcuno ha già parlato di comfort wine. A pensarci bene, a partire dal momento in cui il vino per me non è stata solo più (scusate il piemontesismo, ma in italiano non renderebbe lo stesso) una passione, ho cercato di intellettualizzare il mio co...
Il vino di Versailles.
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Il vino di Versailles.

Versailles, la sala degli specchi, il Trianon, la cappella reale, le camere private del Re. Certo, tante foto per chi si convince che le 2 ore e mezza di coda sotto il sole o la pioggia battente valgano la pena di raccontare ad amici e parenti quanto fossero raffinati i francesi al tempo del Re Sole. Per carità, i nostri amici nazionalisti italiani ribatteranno che anche noi abbiamo le nostre Versailles, Venaria Reale al Nord e Caserta al Sud. Piccolo particolare da ricordare ai nostri amici nazionalisti, forse un po’ ingenui e con quel solito problema che abbiamo noi italiani a considerarci meno degli altri, specie dei francesi, senza naturalmente conoscere nulla, che siamo noi italiani a chiamare Venaria la Versailles del Piemonte e Caserta la Versailles della Campania.Quindi, in realtà...