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Distretto Sardegna Bio – pronto il Piano di distretto per il prossimo quinquennio.

In data 21/05/2021, con determinazione Rep. N. 293 prot. N. 10024 la Regione Sardegna ha ufficialmente riconosciuto il Distretto “Sardegna Bio” e ha inviato richiesta al Ministero affinché lo iscriva al Registro Nazionale dei distretti del cibo.
È stato un importantissimo atto che ha ufficializzato la nascita del primo Distretto Biologico della Sardegna, il primo Regionale e, di fatto, il più grande d’Italia.
Il Distretto Sardegna Bio nasce nell’estate del 2020 grazie ad un Comitato Promotore costituito dall’Associazione di Produttori Sardegna Bio (in qualità di capofila), ANCI Sardegna, Coldiretti Sardegna, la Fondazione ITS TAGS Filiera Agroalimentare della Sardegna, la Città Metropolitana di Cagliari ed il Comune di Cagliari.
Ottenuto il via libera della Regione attraverso l’assessorato all’Agricoltura, è cominciato l’iter per la sua costituzione con il supporto e la supervisione dell’Agenzia Regionale Laore: sono stati promossi oltre venti incontri di animazione territoriale, volti a promuovere la costituzione del distretto, in una modalità ibrida (parte in presenza e parte in remoto) che ha coinvolto tantissime aziende agricole e gli stakeholders del settore. Un processo partecipativo che ha portato all’individuazione di otto filiere attive in Sardegna (Viticola, Olivicola, Lattiero-casearia, Cerealicola, Prodotti dell’alveare, Ortofrutticola, Carne), o che potrebbero diventarlo (filiera della lana); l’individuazione di queste filiere ha permesso di effettuare dal basso un’analisi dettagliata del comparto bio in Sardegna, e alla redazione di un Piano di Distretto dettagliato ed esaustivo nel quale siano elencati fabbisogni delle differenti filiere.
Il Bio-distretto, in seguito al riconoscimento, si è costituito in Fondazione di partecipazione con un proprio Consiglio (rappresentato da tutte le filiere che ne fanno parte) e conta già su oltre 100 soci da tutta la Sardegna. Ma è aperto a tutte le realtà che ne vorranno far parte, siano esse aziende, associazioni o Enti pubblici a vantaggio dell’intero territorio regionale. Si è costituito con
OBIETTIVI. Il bio-distretto regionale è una risposta all’esigenza di regolamentare la grande espansione dell’agricoltura biologica, sia nazionale che regionale, in un territorio in cui buona parte delle piccole e medie imprese agricole ha scommesso sulla qualità e sulla tipicità delle produzioni.
L’obiettivo primario del distretto biologico è quello di favorire la coesione e partecipazione degli attori della filiera biologica, sostenendoli affinchéé possano coniugare la propria attivitàà con le nuove frontiere della sostenibilitàà (energie rinnovabili, biodiversità, qualitàà del lavoro e della vita). Il bio-distretto intende, inoltre, favorire rapporti più equi nella filiera, creando nuove relazioni dirette tra produttori e consumatori, grazie a modelli distributivi alternativi quali la filiera corta e i gruppi di acquisto solidale, nonché spronando le pubbliche amministrazioni a incrementare e garantire gli acquisti verdi per mense scolastiche, ospedali e altri servizi pubblici. Il distretto mira anche a promuovere la comunicazione, con forum pubblici in cui agricoltori, altri operatori economici, amministratori pubblici e popolazione si potranno confrontare con pari dignità e potere decisionale, e contribuire alla semplificazione, rendendo meno burocratico, più efficace e inclusivo il sistema di controllo e certificazione del biologico.
La costituzione del distretto ci consentirà di dialogare direttamente con i vertici ministeriali e avere accesso a molti più fondi, al fine di sostenere un’agricoltura sostenibile, sviluppare ricerca, innovazione e cultura rurale, attivare filiere corte e conciliare la tutela della biodiversitàà con lo sviluppo delle aree rurali e a vocazione agricola più avanzata.
L’auspicio è che il bio-distretto possa diventare un impulso per favorire l’export dei prodotti biologici locali a livello nazionale ed internazionale.
OPPORTUNITA’. In questo quadro, il Distretto si prefigge di diventare un’organizzazione che coadiuvi gli operatori dell’ospitalità, della ricerca, della tecnologia, dell’agricoltura e porti avanti accordi con la pubblica amministrazione per garantire ai cittadini un ambiente salubre in cui vivere, un’alimentazione sana per i soggetti più deboli, un sostegno a chi sceglie la strada della sostenibilitàà e la salvaguardia del territorio per i visitatori e per le generazioni future.
Insomma è uno strumento utile ed operativo che va incontro alle esigenze del produttore e del consumatore, sempre più attenti nella produzione e nella scelta delle tematiche green in un settore che mostra grandi potenzialitàà ma anche l’esigenza di condivisione e confronto.
La Sardegna, con oltre 120 mila ettari, si colloca per superficie coltivata bio al settimo posto tra le regioni italiane, e l’Italia è, anche nel 2020, il primo Paese europeo con il maggior numero di aziende agricole impegnate nel biologico, con oltre 80 mila operatori coinvolti. I consumi domestici di alimenti biologici in Italia registrano inoltre un trend positivo da oltre dieci anni, con una crescita nell’ultimo anno, registrata a fine 2020, del 7%, consolidata soprattutto durante il lockdown.
Questo ci conferma le grandi potenzialità del biologico ma anche la forte esigenza di coesione e collaborazione tra privato e pubblico, imprese e territori, forze economiche e sociali e la necessità di fare rete anche con tutti gli altri distretti che si sono già costituiti e che stanno nascendo, per poter fare massa critica facendo emergere dal basso le esigenze degli attori del settore oltre e poter usufruire di tutte le importanti opportunità presenti oggi a favore del biologico.
Il Bio-distretto è il contenitore e lo strumento operativo adeguato per poter dar voce a questa esigenza e opportunità.

Per ulteriori informazioni:
distrettosardegnabio@gmail.com – +393346693644 http://www.distrettobiosardegna.it

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