
di Fulvio Falbo
Il 2025 si archivia come un anno di consolidamento e accelerazione per l’Alta Langa DOCG. La denominazione metodo classico del Piemonte – sempre millesimata – registra un’espansione della base consortile, un aumento della superficie vitata e un andamento commerciale positivo, accompagnati da un’intensa attività di promozione in Italia e all’estero e da nuove iniziative di formazione e racconto del territorio.
Numeri in aumento: soci, ettari e bottiglie
A fine 2025 il Consorzio Alta Langa conta 179 soci tra viticoltori e aziende produttrici, mentre gli ettari vitati legati alla denominazione raggiungono quota 500. La vendemmia 2025 porta in dote una disponibilità potenziale stimata in 3,5 milioni di bottiglie idonee alla DOCG, che – per tempi tecnici e disciplinari – non saranno in commercio prima dell’autunno 2028.
Sul fronte mercato, il bilancio dell’anno evidenzia un incremento delle vendite oltre il +10% rispetto al 2024 e il superamento della soglia di 2 milioni di bottiglie contrassegnate. La dinamica commerciale resta prevalentemente domestica: 85% Italia e 15% export.
Una “vendemmia da incorniciare”
La raccolta 2025 viene descritta come particolarmente favorevole: l’avvio anticipato di alcuni giorni si inserisce in un quadro climatico ritenuto ideale, con piogge primaverili utili a costruire una buona riserva idrica e una bella estate indicata come condizione determinante per ottenere uve sane e profili qualitativi elevati.
Un territorio ampio e identitario: 149 comuni e vigneti in quota
L’Alta Langa DOCG nasce su una geografia articolata: 149 comuni distribuiti tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo, in un’area che si colloca tra 250 e oltre 900 metri sul livello del mare, con un’altitudine media indicata in 440 metri s.l.m.
La composizione del vigneto è indicata come prevalentemente orientata al Pinot nero (circa 2/3) e al Chardonnay (circa 1/3). È qui che, secondo l’impostazione della denominazione, l’altitudine, i suoli e il tempo diventano parte della cifra stilistica: l’Alta Langa è infatti metodo classico con un affinamento minimo di 30 mesi sui lieviti.
Disciplinare e stile: metodo classico, millesimo obbligatorio e lunga sosta sui lieviti
La DOCG prevede l’impiego di uve Pinot nero e Chardonnay tra il 90 e il 100%, vinificate in purezza o insieme in percentuale variabile. Il blend può essere completato con un 10% di vitigni autorizzati nell’area di origine, bianchi o neri ma non aromatici.
Le tipologie sono bianco e rosé, declinate in brut, extra-brut o pas dosé. Il requisito di affinamento è fissato in almeno 30 mesi sui lieviti, che diventano 60 mesi per la versione “Riserva”. La caratteristica identitaria centrale resta il millesimo: l’Alta Langa DOCG è sempre millesimato, con l’anno della vendemmia riportato in etichetta; la raccolta è inoltre indicata come svolta rigorosamente a mano, con le uve in piccoli contenitori.
Radici storiche e riconoscimenti: DOC, DOCG e tradizione del metodo classico piemontese
Il Consorzio Alta Langa viene costituito nel 2001 con l’obiettivo di tutelare un progetto sviluppato attraverso studi sulla vocazionalità delle aree interessate. La denominazione ottiene la DOC nel 2002 e la DOCG nel 2011. Nella ricostruzione storica, l’Alta Langa si inserisce nel solco della tradizione del metodo classico in Piemonte, richiamata come la nascita del primo metodo classico d’Italia a Canelli nella seconda metà dell’Ottocento.
“Vino dell’Anno 2025” per il Piemonte e una presenza capillare negli eventi
Uno degli snodi dell’anno è la proclamazione dell’Alta Langa DOCG a Vino dell’Anno 2025 per la Regione Piemonte, annunciata durante La Prima dell’Alta Langa a Torino alla Nuvola Lavazza. L’evento, a inizio marzo, viene indicato come l’edizione “più ricca e partecipata di sempre”, con 82 produttori e “oltre 20 mila brindisi”.
Il riconoscimento ha accompagnato la denominazione in un calendario fitto. Tra le presenze riportate: Expo 2025 a Osaka in Giappone con un laboratorio di degustazione; Vinitaly and the City in Calabria; Cheese a Bra; Artissima a Torino; Golosaria a Milano; Casa Gusto durante le ATP Finals a Torino; la cena inaugurale de La Vuelta di Spagna a Palazzo Reale di Torino; e l’evento “Dolce Vita” presso Villa Ephrussi de Rothschild a Saint-Jean-Cap-Ferrat, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana di Nizza.
Dalla Slow Wine Fair a Roma: collettive, masterclass e installazioni
Sul fronte fieristico e professionale, a febbraio l’Alta Langa è presente alla Slow Wine Fair 2025 di Bologna con una collettiva di 18 produttori e una masterclass dedicata.
A giugno va in scena la seconda edizione di Alta Langa Roma, degustazione a banchi rivolta agli operatori con 34 cantine. Nello stesso contesto viene presentata “Onde”, un’installazione che riprende le curve di livello del territorio di origine.
Il 2025 comprende anche la partecipazione a Vinum ad Alba con una lounge dedicata, l’appuntamento Wine for Earth a Milano con Daniele Cernilli ed Erika Mantovan, degustazioni a Roma con Fisar, il brindisi inaugurale del Salone Auto Torino 2025, oltre a interventi e presenze al convegno UGIVI a Grinzane Cavour e a Barolo per ENO7 della Barolo & Castles Foundation.
Tra gli appuntamenti successivi figurano una masterclass a Roma guidata da Francesco D’Agostino durante SparkleDay, una serata a Saluzzo con Ais Cuneo, eventi con Fisar Torino, passaggi a Canelli Città del Vino e ad Alessandria per la Fiera di San Baudolino.
Sono inoltre indicate degustazioni dedicate per diverse realtà editoriali e critiche del vino, tra cui Gambero Rosso, Slow Wine, Falstaff Special, Winesurf, Winescritic, Doctorwine, oltre ad altre occasioni.
Ospitalità e stampa estera: due giorni tra degustazioni, cantine e abbinamenti con il Tartufo Bianco
A inizio novembre l’Alta Langa accoglie circa venti giornalisti esteri per una due giorni di approfondimento: in programma una degustazione tecnica ampia, una cooking class focalizzata sull’abbinamento Alta Langa DOCG e Tartufo bianco d’Alba, una cena tradizionale nelle “terre alte di Langa” e visite in cantina.
Design e cultura: calici, festival gastronomici e teatro
Non solo degustazioni. Durante il Fuorisalone di Milano, in collaborazione con Italdesign, vengono presentati il calice Terra e l’Alta Langa Frappeuse, progetti che legano il posizionamento della denominazione al linguaggio del design.
A Torino l’Alta Langa è main sponsor del festival gastronomico Buonissima sia nella Summer Edition sia nell’edizione autunnale. Prosegue inoltre – per il terzo anno consecutivo – la partnership tecnica con il Teatro Regio di Torino, con il brindisi inaugurale alla Prima di Francesca da Rimini e la presenza a fianco dell’istituzione per l’intera stagione d’Opera.
Viene confermata anche la collaborazione con la Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba, ancora una volta con il Consorzio nel ruolo di main sponsor, tra cooking show, masterclass, cene e il brindisi del “Capodanno del Tartufo bianco d’Alba”.
Il 2026 è già in agenda: Torino, Bologna, New York e Roma
Lo sguardo si sposta ora sul 2026, con una programmazione che prosegue lungo quattro assi dichiarati: promozione, formazione, internazionalizzazione e valorizzazione culturale del territorio. Tra le prime date: a fine gennaio a Torino è previsto “Alta Langa after Grandi Langhe” dedicato agli operatori esteri; a fine febbraio la partecipazione alla Slow Wine Fair 2026 di Bologna; nella prima decade di marzo una presentazione a New York; a maggio il ritorno a Roma allo Spazio Field per la terza edizione di Alta Langa Roma.

Photo Credit Marianna Natale – iShock

Nato nel 1975 a Torino, da oltre 25 anni lavora nel settore dell’IT.
Parallelamente, ha coltivato una forte passione per l’enogastronomia attraverso la laurea in “Scienze Economiche e Giuridiche”, con specializzazione in “Gastronomia, Ospitalità e Territorio”, diventando sommelier del riso e frequentando vari corsi nell’ambito dell’Olio. Appassionato di viaggi, curioso per natura è un collaboratore editoriale per Epulae News, organo ufficiale di Epulae Accademia Enogastronomica Internazionale, per la quale è referente di Torino e provincia e per La Gazzetta Del Gusto.
