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IL PINOT NERO DELL’OLTREPO’ PAVESE
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IL PINOT NERO DELL’OLTREPO’ PAVESE

di Leonardo FelicianCantina Torrevilla, storica realtà cooperativa dell’Oltrepò Pavese, rappresenta oggi un caso emblematico di come tradizione, ricerca e visione collettiva possano convivere in un progetto vitivinicolo solido e contemporaneo. Le sue radici affondano nel 1907, più di secolo or sono, quando a Torrazza Coste, un borgo della provincia di Pavia, nasce la prima struttura cooperativa, poi affiancata nel 1931 dalla cantina di Codevilla. La fusione tra le due realtà dopo molti anni, nel 1970, segna un passaggio decisivo, consolidato nel tempo da investimenti, innovazione e da una crescente attenzione alla qualità produttiva.Oggi Torrevilla è un’impresa di grandi dimensioni, si estende su circa 500 ettari vitati distribuiti tra nove comuni dell’Oltrepò pavese a cavallo tra ...
Immaginiamo persone rifugiarsi nei sotterranei di una città: cunicoli freschi e cupi, e forti “esplosioni” che risuonano sotto le volte
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Immaginiamo persone rifugiarsi nei sotterranei di una città: cunicoli freschi e cupi, e forti “esplosioni” che risuonano sotto le volte

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta di guerre, battaglie o archibugi. Stiamo parlando di vino, e più precisamente di metodo classico.Canelli, in provincia di Asti, è considerata fin dalla metà dell’Ottocento la patria italiana di questa tecnica. Tutto ebbe inizio quando Carlo Gancia si recò a Reims, capitale dello Champagne, per apprendere (o, come si ama dire, “rubare”) l’arte della rifermentazione in bottiglia. Nacque così quello che per lungo tempo fu chiamato “Champagne Italiano”: un metodo classico molto più dolce rispetto a quello attuale, realizzato interamente con Moscato Bianco. Con il passare del tempo, gusti, prodotti e regole sono cambiati. A partire dall’inizio del XXI secolo, il vino piemontese a metodo classico dalle bollicine finissime, prodot...
La Cantina Vito Oddo: una storia urbana e artigianale
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La Cantina Vito Oddo: una storia urbana e artigianale

Nel paesaggio enologico della Sicilia occidentale, tra vigneti accarezzati dal vento di mare e colline baciate dal sole, si intrecciano oggi storia, tecnica e narrazione sensoriale. Al centro di questo racconto c’è il vino perpetuo, l’antenato apparentemente nascosto del Marsala, e una sua moderna reinterpretazione: Re Siculo, ambrato e profondo, prodotto dalla cantina Vito Oddo di Trapani.Quando si parla di Perpetuo si pensa subito al Marsala, ma in realtà il vino Perpetuo è più antico della codificazione commerciale marsalese avvenuta a partire dalla fine del Settecento con l’arrivo degli inglesi. Prima che il Marsala diventasse un vino da esportazione, nelle campagne della Sicilia occidentale — in particolare tra Trapani, Marsala e l’entroterra agrigentino — esisteva ...
Angelo Negro: quando l’Arneis smette di essere semplice
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Angelo Negro: quando l’Arneis smette di essere semplice

«La perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere».Così Antoine de Saint-Exupéry ci lasciava un grande insegnamento: la semplicità, se gestita bene, racchiude in sé la perfezione.Sapete? Da buon piemontese, se qualcuno mi avesse chiesto di nominare un vino composto da un uvaggio semplice, avrei indicato… l’Arneis. E devo ammettere che, per chi scrive queste righe, spesso era un vino che “stufava”, un vino che sembrava non avere molto da raccontare.Ovviamente solo gli sciocchi non cambiano mai idea: non c’è nulla di più complesso della semplicità, quando è fatta bene.Il nome Arneis, come spesso accade con i vitigni antichi, ha un’origine incerta. Alcuni sostengono che derivi da arnese, inteso come strumento o attrezzo...
Fuocomuorto, una vigna di famiglia: una storia che viene da lontano
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Fuocomuorto, una vigna di famiglia: una storia che viene da lontano

Arrivare a Fuocomuorto, in una mattina di metà dicembre, è un piccolo rito di passaggio. L’aria frizzante delle prime ore del giorno lascia presto spazio a un tepore inatteso, quasi un regalo del Vesuvio. La foschia avvolge il Golfo di Napoli e, in lontananza, Capri e Ischia si intuiscono appena, come sagome leggere sospese tra mare e cielo.La strada di Croce dei Monti sale lenta, curva dopo curva, arrampicandosi sulle pendici del vulcano fino a quota 350–400 metri sul livello del mare. Qui il paesaggio cambia passo. Il Vesuvio domina la scena, presenza silenziosa e costante, come un guardiano antico. Siamo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, a Ercolano, e questa è una di quelle vigne che non si visitano soltanto: si ascoltano, con rispetto.Fuocomuorto è un’azienda agricola ...
Il Moscatello della tradizione abruzzese
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Il Moscatello della tradizione abruzzese

di Leonardo FelicianIl nome scelto non è un caso: la storica abbazia di San Clemente a Casauria si trova a poca distanza dalla Tenuta Secolo IX, perché proprio in quegli anni fu costruita l’abbazia, oggi monumento nazionale, per ospitare le reliquie di Papa Clemente I, quarto pontefice della chiesa cattolica.Con 22 ettari i vigneti ai piedi del Monte Morrone, questa realtà vitivinicola che affonda le radici in un territorio ricco di storia, può contare su un clima idea per la coltivazione delle viti, coltivate a filare a controspalliera, con potatura a Guyot e sempre raggiunte da venti che vengono dal mare e dalle montagne rinfrescando e asciugando le uve riscaldate dal sole di Abruzzo. La raccolta in vigna si effettua a mano, e l’uva a bacca bianca si raccoglie di notte, con tempe...
Il Castello di Tagliolo e il suo Ovada: il vino come eredità di un confine antico
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Il Castello di Tagliolo e il suo Ovada: il vino come eredità di un confine antico

Il Castello di Tagliolo e il suo Ovada: il vino come eredità di un confine anticodi Francesco PiccatA Venturella Lanza di Trabia, il cui gesto di amicizia ha trasformato una visita in un viaggio, e un viaggio in una storia da raccontare. A lei, la mia sincera gratitudineNel Monferrato meridionale, là dove le colline scendono verso l’Appennino e il fiume Orba traccia una curva luminosa tra vigne e boschi sorge il Castello di Tagliolo, una presenza che domina il paesaggio da secoli. Qui, il vino non è soltanto materia agricola: è un gesto di continuità tra storia, territorio e memoria.Siamo nel cuore di quella regione storica che la tradizione chiama Oltregiogo: una fascia di territori piemontesi immediatamente a nord del crinale appenninico, da sempre legata ai perco...
Un’azienda vinicola giovane con radici solide in Romagna
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Un’azienda vinicola giovane con radici solide in Romagna

di Leonardo FelicianDal 15 al 17 novembre 2025 si terrà presso la Fiera di Bologna il Salone dei Vini e dei Vignaioli Indipendenti. La rassegna, giunta quest’anno alla 14esima edizione, si rivolge a tutti gli appassionati del vino di qualità, artigianale e di territorio: su una superficie di 40.000 metri quadrati distribuiti su 4 padiglioni ospiterà ben mille vignaioli del FIVI, un’organizzazione senza scopo di lucro che si propone di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del vignaiolo indipendente italiano, che attua il completo ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento ed alla commercializzazione del suo prodotto finale.A questa kermesse bolognese, che verrà come sempre presa d’assalto da...
Cantina Beconcini, custodi del Tempranillo di Toscana
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Cantina Beconcini, custodi del Tempranillo di Toscana

(ph. courtesy Pietro Beconcini Winery)Nel tepore dorato di un pomeriggio settembrino, accompagnato da Claudia Marinelli, fine conoscitrice delle Terre di Pisa, ho percorso l’antica Via Francigena fino a San Miniato, dove sorge la Cantina Beconcini. Un luogo di rara autenticità, in cui la memoria agricola toscana si fonde con una visione enologica sperimentale e colta.Le origini affondano negli anni Cinquanta, quando Giuseppe Beconcini — allora mezzadro della tenuta Ridolfi — decise di riscattare le terre che per una vita aveva lavorato. Da quel gesto visionario nacque un’azienda poliedrica, ereditata poi dal figlio Pietro, che innalzò il vessillo del Chianti classico in quei fiaschi impagliati che ancora oggi profumano di Toscana antica.Il cambio di passo avviene negli ...
Fattoria Varramista, dove il Syrah ha ritrovato casa.
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Fattoria Varramista, dove il Syrah ha ritrovato casa.

(ph. courtesy Fattoria Varramista)Nelle campagne tra San Miniato e Pontedera, precisamente a Montopoli Val d'Arno, cuore di Terre di Pisa, si trova la Fattoria Varramista. Le sue origini sono antichissime risalgono addirittura agli inizi del XV secolo allorquando le terre furono donate dalla Repubblica di Firenze a Gino di Neri Capponi, come ricompensa per aver guidato le truppe fiorentine alla vittoria in battaglia contro la storica rivale Pisa.La Villa Varramista, che sorge nel cuore della tenuta, venne costruita all’epoca, proprio in difesa del territorio contro il nemico pisano. Nel corso dei secoli, la tenuta è sempre stata un punto di riferimento per élite aristocratica e industriale del territorio. La laboriosa e complessa progettazione della Villa si deve a Bartolomeo ...