Alsazia, là dove la pietra respira piano
Salinità e ampiezza nel cuore discreto di Molsheimdi Francesco PiccatDal freddo invernale di Strasburgo arrivare a Molsheim in treno è come entrare in una stanza già riscaldata. La temperatura sale appena, ma basta per accorgersene. L’aria cambia ritmo: diventa più secca, più trasparente, come se i Vosgi lasciassero filtrare una luce di taglio. Dietro la stazione si apre l’anfiteatro delle colline, un semicerchio di marne e calcare che sembra accogliere la città e proteggerla. È un paesaggio ordinato, asciutto, attraversato da una luminosità che non si limita a illuminare: scava.Qui la vite non cresce: apprende e qui il vino non si fa: si ascolta.La gerarchia alsaziana — un ordine verticale di precisioneIl vigneto dell’Alsazia è costruito su una struttura sempli...



