
Oristano 16/03/2026 – Si è svolto tra Monte Arci e Sinis l’appuntamento delle Donne del Vino Sardegna dedicato al tema 2026 dell’associazione, “Cibo, Donne e Vino”, declinato per questa occasione nel segno delle radici: quelle della terra, della vite e delle donne che lavorano nella filiera vitivinicola.
L’iniziativa, intitolata “Radici di donne – vino e cibo che raccontano la terra”, è stata organizzata dalla Cantina Quartomoro di Sardegna, a Marrubiu, insieme alla neoeletta vice delegata regionale delle Donne del Vino Sardegna, Luciana Baso della Quartomoro, in collaborazione con la Cantina Contini 1898.
La giornata ha riunito professioniste provenienti da tutta l’isola, una quarantina – tra produttrici, ristoratrici, sommelier, comunicatrici e operatrici del settore food & beverage – in un percorso esperienziale pensato per rafforzare il legame tra territorio, natura e cultura del vino.

La naturopata Sofia Coghe ha accompagnato le partecipanti in una lettura simbolica del paesaggio, mostrando alcune erbe spontanee del territorio – come malva, ortica e borragine – e raccontando il ruolo che ogni pianta svolge all’interno dell’ecosistema.

A sinistra della foto, Sofia Coghe. A destra, Luciano Baso

Un sistema di relazioni in cui ogni elemento sostiene l’altro, proprio come accade nella rete delle Donne del Vino, unite dalla volontà di valorizzare il territorio e la cultura vitivinicola.
Durante la passeggiata tra le vigne, la vite è diventata metafora del legame tra natura e vita umana. Pianta resiliente e capace di adattarsi a contesti diversi, affonda le proprie radici in profondità per resistere alle intemperie e cercare la luce.
Non in ultimo, è stato ricordato anche il valore simbolico dell’ossidiana del Monte Arci, pietra vulcanica che conserva il fuoco della terra e richiama l’energia e la capacità di trasformazione necessarie per affrontare le sfide della vita. Dalle terre d’Ossidiana del Monte Arci emergono vini identitari legati a vitigni autoctoni come Semidano, Bovale e Nieddera, oggi protagonisti della nuova valorizzazione enologica del territorio tra Marrubiu, Arborea e la Valle del Tirso.
«Le radici sono ciò che ci tiene salde alla terra ma anche ciò che ci permette di crescere», ha spiegato Luciana Baso, delegata regionale delle Donne del Vino Sardegna. «Come le viti, anche noi lavoriamo in relazione con il territorio e tra di noi, creando una rete che valorizza competenze, paesaggio e cultura del vino».

La giornata è proseguita ad Arborea, al ristorante Era Ora, dove la chef Marcella Frau ha guidato un pranzo dedicato ai sapori del territorio con un percorso di abbinamenti tra le portate e i vini delle cantine Quartomoro e Contini 1898, in continuità con il tema delle erbe spontanee emerso durante la mattinata tra le vigne.
Il menù ha valorizzato ingredienti legati alla terra e alla stagionalità, con piatti come flan di ortiche con bagna cauda, cappellacci di borragine e ricotta di pecora, pai indorau con asparagi e faraona con cicoria, accompagnati da vini del territorio tra cui Nieddera Rosato Valle del Tirso, Vernaccia della Valle del Tirso, Semidano e Bovale.
Il pranzo si è concluso con panna cotta alla vaniglia con arancia e amaretto, in abbinamento alla Vernaccia di Oristano DOC, in un clima conviviale che ha celebrato il dialogo tra cucina, vino e territorio.
L’incontro ha inaugurato la nuova stagione di attività delle Donne del Vino Sardegna, che nei prossimi mesi promuoveranno eventi e iniziative per valorizzare il ruolo delle donne nella filiera vitivinicola e coinvolgere nuove professioniste del settore.
«Iniziative come questa sono fondamentali per rafforzare il legame tra le donne che operano nel mondo del vino e il territorio che rappresentiamo», ha commentato la vice delegata Domenica Meloni, della Cantina Sociale del Vermentino di Monti. «La nostra associazione è una rete di competenze, esperienze e sensibilità diverse che trovano nel vino un linguaggio comune per raccontare la Sardegna».
L’Associazione Nazionale Donne del Vino – Delegazione Sardegna nasce nei primi anni 2000, come articolazione regionale dell’associazione nazionale fondata nel 1988 (anno di fondazione della sezione nazionale, con le prime socie sarde pioniere del movimento) per promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nel comparto enologico, valorizzando il patrimonio vitivinicolo dell’isola attraverso il networking, la formazione e l’enoturismo.
Oggi è guidata dalla delegata regionale Nina Puddu (Cantina F.lli Puddu di Oliena) coadiuvata dalle vice-delegate Luciana Baso (Quartomoro di Sardegna), Domenica Meloni (Cantina Sociale di Monti), Maria Cristina Mamusa (Le Strade del Vino) e conta oggi oltre 50 socie attive su tutto il territorio regionale, tra cui non solo produttrici, ma anche enologhe, sommelier, giornaliste, esperte di marketing e ristoratrici

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