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Dialoghi tra Vignaioli 2026: storie di vino, tartufi e amicizia tra le colline delle Langhe

di Fulvio Falbo

C’è un filo che lega i vignaioli delle Langhe: non è solo il Nebbiolo, né il profumo del Barolo. È la voglia di incontrarsi, di raccontarsi, di crescere insieme. Da questa idea, nel 2022, è nato Dialoghi tra Vignaioli, un format che negli anni è diventato un appuntamento atteso, quasi un rito. E nel 2026 torna con tre incontri che promettono di essere molto più di semplici seminari: saranno esperienze da vivere.

Gennaio: il tartufo racconta la sua storia

Immaginate un pomeriggio d’inverno ad Alba, tra le vie che profumano di tradizione. Il 21 gennaio, alle 16.30, il MUDET – Museo del Tartufo apre le sue porte per il primo incontro: “Tartufo, boschi e biodiversità”.
Non sarà una lezione qualunque. Si comincia con una visita al museo, poi ci si lascia guidare da Isabella Gianicolo nell’analisi sensoriale del tartufo bianco d’Alba, il Tuber Magnatum Pico. Accanto a lei, due voci autorevoli: Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo, ed Edmondo Bonelli, naturalista. Si parlerà di ecosistemi, di boschi, di come il tartufo non sia solo un tesoro gastronomico, ma un simbolo da raccontare con rispetto e passione. Perché dietro ogni profumo c’è una storia, e dietro ogni storia c’è un territorio che vive.

Febbraio: il Barolo che verrà

Il 20 febbraio, quando l’inverno comincia a cedere il passo alla primavera, ci si sposta a Podere Ruggeri Corsini, tra le colline di Monforte d’Alba. Qui il protagonista è il Nebbiolo, ancora giovane, ancora in vasca. L’incontro “Come si sta sviluppando il Barolo in vasca 2025” è una finestra sul futuro: il Prof. Vincenzo Gerbi, docente all’Università di Torino, guiderà una degustazione che è anche ricerca. Si assaggia, si analizza, si raccolgono dati. Perché il vino non è solo emozione: è anche scienza, memoria, evoluzione. E ogni vendemmia racconta qualcosa di nuovo.

Marzo: il tappo che fa la differenza

Il 5 marzo si chiude il cerchio con un tema che sembra tecnico, ma che in realtà è cruciale per chi ama il vino: “Chiusure enologiche e grandi vini: materiali, esperienze, difetti. Il ruolo delle chiusure nella longevità del vino”.
Sughero naturale, DIAM, Nomacork, tappo a vite: dietro ogni scelta c’è una filosofia, un impatto sulla qualità, sulla conservazione, sulla sostenibilità. A guidare il confronto saranno Gianfranco Cordero e ancora il Prof. Gerbi. Perché il vino è fatto di dettagli, e il tappo è uno di quelli che possono cambiare tutto.

Perché partecipare?

Perché questi incontri non sono solo formazione: sono occasioni di incontro, di scambio, di amicizia. Si visitano musei e cantine, si degustano vini, si condividono esperienze. E si costruisce una rete che fa bene a tutti: produttori, operatori turistici, territorio.

Quote di partecipazione:

  • Soci Strada del Barolo: 90 € + IVA per singolo incontro, 180 € + IVA per il ciclo completo.
  • Non soci: 120 € + IVA per singolo incontro, 240 € + IVA per tutti e tre.

Per iscriversi: [email protected].

Dal 2022, Dialoghi tra Vignaioli ha visto passare nomi come Carlin Petrini, Alessandro Masnaghetti, Donatella Cinelli Colombini, Barbara Sgarzi. Ognuno ha portato un pezzo di sapere, un’idea, una visione. Perché il vino è cultura, e la cultura si costruisce insieme.

Fonte: Strada del Barolo e grandi vini di Langa – www.stradadelbarolo.it

Foto Archivio: Strade del barolo