
di Leonardo Felician
La Regione Sardegna ha partecipato alla 18ª edizione di Olio Capitale 2026 appena conclusa a Trieste presso il Generali Convention Center. Il Salone internazionale degli Olii extravergini tipici e di qualità ha esposto un grande stand collettivo proprio nel padiglione di ingresso con la partecipazione di 14 realtà produttive regionali, tra cui il Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva DOP “Sardegna”.
La presenza in collettiva, consolidata della Giunta regionale per promuovere i comparti produttivi nelle manifestazioni fieristiche di settore nazionali e internazionali, è stata magistralmente organizzata da Laore Sardegna, l’agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura, che supporta le imprese agricole e della pesca con l’assistenza tecnica per favorire lo sviluppo integrato dei territori, la multifunzionalità, l’agrobiodiversità e per promuovere le specificità territoriali, le produzioni di qualità e la competitività sui mercati. L’agenzia ha inoltre competenza in materia di vigilanza, aiuti, contributi e premi previsti da norme europee, nazionali e regionali: in questa sua veste ha promosso a Trieste non solo la partecipazione di numerose piccole aziende produttrici, ma anche un articolato programma di eventi aperti agli operatori del settore e ai visitatori della manifestazione. Il comparto olivicolo e oleario dell’isola è stato protagonista anche nei momenti di approfondimento tecnico, affidati nelle conclusioni all’assessore regionale dell’agricoltura Francesco Agus. Molto apprezzata dal pubblico triestino è stata anche la degustazione guidata di olii regionali a cura di Antonella Orrù, vicepresidente Consorzio di tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva DOP “Sardegna”.
Grande protagonista è stato dunque l’olio sardo. In quest’isola al centro del Mediterraneo l’olio da millenni fa parte integrante dell’alimentazione, della storia e della cultura dell’epoca: il suo utilizzo non solo alimentare, ma anche terapeutico e salutistico lo rende un prodotto unico nel suo genere.
La denominazione di origine protetta “Sardegna” è riservata all’olio extravergine di oliva estratto nelle zone indicate nel disciplinare di produzione, ottenuto per almeno l’80% dalle varietà Bosana, Tonda di Cagliari, Nera di Villacidro e Semidana. Prevede verifiche durante la raccolta, sia sui metodi utilizzati sia sulle norme di stoccaggio e trasporto al frantoio, certificato anch’esso per garantire la miglior qualità della trasformazione: prima di essere confezionato e distribuito, il prodotto viene tracciato e sottoposto a controlli attraverso analisi chimiche e sensoriali per rispondere a parametri di qualità più restrittivi rispetto a quelli imposti dalla normativa vigente. L’affermazione delle aziende olearie che si sono distinte in produzioni di eccellenza, grazie anche al miglioramento delle tecniche di estrazione, hanno permesso alla Sardegna di vincere premi a livello nazionale e internazionale.
Tra le 13 aziende sarde partecipanti nel padiglione regionale, Santa Suia è un’azienda di antiche origini a Terralba in provincia di Oristano. La tenuta di prende il nome da una vecchia piccola chiesa che dall’alto domina i 40 ettari della proprietà di Giorgio Sequi circondata dalla macchia mediterranea. L‘olio prodotto è un fruttato medio verde con note di amaro e di piccante, con sentori di mandorla e carciofo.
Ha sede nel capoluogo Oristano, ma opera nelle campagne della penisola del Sinis l’Azienda Agricola Franco Ledda che affianca agli oliveti anche coltivazioni di cereali e un vigne con l’utilizzo di vitigni autoctoni. L’olio a marchio S’Ard realizzato in maniera completamente artigianale si articola su un blend di Semidana e Bosana e su diverse monocultivar di Semidana, tipica della zona, tra cui un’etichetta Madre di alta qualità e una DOP.
Ancora a Oristano ha sede l’Azienda Agricola Rovelli che risale al 2006 grazie alla passione e dedizione di Francesca Perra. L’olio prodotto è etichettato Ollu e in due eleganti confezioni di colore diverso propone muonocultivar di Semidana e rispettivamente di Bosana. Quest’ultima è una varietà autoctona, nata in provincia di Sassari e diffusa poi in tutta l’isola, che dà un olio particolarmente ricco di polifenoli, fruttato medio molto equilibrato nelle note amare e piccanti.
La Cooperativa Olivicoltori di Oliena nel cuore della Sardegna in provincia di Nuoro si trova in un territorio ad ampia vocazione agricola, ricco di oliveti secolari, alcuni risalenti all’antica presenza di Gesuiti in questa valle. Nata nel 2016 la Cooperativa riunisce be 150 piccoli produttori, in un cambio generazionale caratterizzato dalla presenza di tante aziende giovani accanto a imprenditori di vecchia data. L’olio Iliò deriva dalla spremitura a freddo di due varietà, la Bosana e la Nera di Oliena, tipica della zona.
Ancora in provincia di Nuoro a Siniscola, tra le pendici del monte Montalbo e il mare che crea un microclima ideale, i fratelli Loriga coltivano 17 mila piante di ulivo che producono l’olio dell’Azienda Chieddà. Con il marchio Ottidoro vengono proposte tre diverse linee che si caratterizzano per un sapore fruttato di media inensità: la monocultivar di Bosana, un extravergine certificato biologico e un ”Sardegna DOP”, prevalentemente a base di Semidana.





Info:

Leonardo Felician, triestino, giornalista da 45 anni, è uno dei massimi esperti di hotellerie e turismo in Italia e scrive anche di enogastronomia e di Food&Beverage. Ha pubblicato più di 7000 articoli su molte dozzine di testate nazionali, sia web sia su carta. Da più di 10 anni è uno dei principali contributori di Epulae News, dove ha superato i 1000 articoli pubblicati.
