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Vigneti eroici, a Meana Sardo una sfida ai limiti geografici e ambientali

di Gianfranco Quartu

Vigneti Eroici è una definizione formalizzata dal CERVIM, il Centro di Ricerca per la Viticoltura Montana, per identificare quelle coltivazioni che, per condizioni estreme, richiedono uno sforzo agricolo eccezionale e prevalentemente manuale, una  viticoltura che sfida i limiti geografici e ambientali.

L’individuazione dei vigneti eroici presuppone alcuni criteri come la pendenza del terreno superiore al 30%, l’altitudine oltre i 500 metri, l’uso di terrazze e gradoni o la coltivazione nelle piccole isole. L’obiettivo del Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici è chiaro, tutelare questo patrimonio rurale unico, le sue tradizioni e le eccellenze agroalimentari che ne derivano.

Un esempio emblematico si trova a Meana Sardo, in provincia di Nuoro nella regione della Barbagia di Belvì, dove si è svolta in questo mese dicembre la manifestazione Vigneti Eroici – Giornata della degustazione eroica – con degustazioni guidate, gastronomia d’autore e momenti di riflessione sulla cultura vitivinicola del territorio. Una giornata ricca di iniziative, colazione, aperitivo, pranzo, merenda e cena, con piatti tipici e vini speciali presentati da sommelier e chef di prim’ordine. Ma anche visita alle cantine, passeggiate e un documentario che racconta l’anima del paese attraverso le vigne.

Un paese, Meana, dove i vigneti, tra i 500 e gli 800 metri, sono coltivati ad alberello sardo con vitigni autoctoni come Muristellu  o Bovale, Cannonau e Monica, basi per l’apprezzato vino Mandrolisai. La parola “eroico” ne sottolinea la difficoltà, la fatica quotidiana e la ferrea volontà delle generazioni meanesi che li hanno custoditi.

Il paesaggio viticolo di Meana, rimasto invariato nel 66% rispetto agli usi del suolo degli anni ’50, ha ottenuto l’ammissione al Registro grazie anche alla conservazione del tradizionale allevamento ad alberello. Questo importante riconoscimento, promosso dal MASAF, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, non è solo una tutela storica, ma rappresenta un impulso cruciale per l’economia e lo sviluppo del territorio.

La sfida per il futuro sarà cercare di bilanciare il rispetto per il paesaggio-museo e l’innovazione agricola. Sarà capire come gestire questo cambiamento e armonizzare la tradizione con le nuove opportunità per far crescere l’economia e aumentare i ricavi nel settore ma senza cancellare le preziose tracce del passato.

Non è dunque solo un calice da degustare, l’evento di dicembre trascende la semplice celebrazione enogastronomica per diventare un vero e proprio manifesto identitario. Meana Sardo non mette in mostra solo i suoi prodotti, ma il valore inestimabile di una comunità che ha scelto di non recidere il legame ancestrale con la terra, vivendo ancora al ritmo sacro e cadenzato delle stagioni produttive.

Tra i vicoli in pietra e le antiche dimore che conservano intatto il respiro del passato, la vendemmia non è un mero atto agricolo, ma resta un momento centrale nella vita collettiva. Un’esperienza che si rinnova ogni anno, fatta di fatica e di una bellezza schietta e rude, che plasma il carattere stesso del paese.

Il vero tesoro di Meana Sardo si arrampica sui terreni e impervi, i suoi vigneti. Questi terrazzamenti non sono solo coltivazioni, ma monumenti viventi di biodiversità, sapienza antica e identità locale. Un patrimonio naturale che grida la sua urgenza di essere tutelato, raccontato e promosso ben oltre i confini dell’Isola.

Il recente e meritato ingresso nel circuito nazionale dei “Vigneti Eroici” non è un semplice bollino, ma il vero e proprio sigillo di un orgoglio collettivo. Un riconoscimento che celebra i veri eroi di Meana Sardo, quei viticoltori che, filare dopo filare, continuano a coltivare la propria vigna in condizioni estreme, mantenendo viva una storia lunga millenni. Una vera lezione di resilienza rurale.