
di Mario Liberto
La presentazione del progetto e delle attività del Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP, da parte del presidente Massimo Pavan, esposti a Palazzo Bruno di Belmonte, sede dell’amministrazione comunale di Ispica, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Innocenzo Leontini e un education tour con visita alle aree di produzione e lavorazione delle carote ha concluso una due giorni che ha acceso i riflettori su un ortaggio che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della Sicilia e dell’Italia orticola.

La carota (Daucus carota) è un ortaggio radice ricco di nutrienti che offre numerosi benefici per la salute grazie ai suoi aspetti nutraceutici. Nonostante coltivata in Sicilia fin dall’epoca degli antichi Greci (Teofrasto ne fa menzione), le sue origini vanno ricercate in Asia e nell’Africa del Nord dove è molto diffusa nella fascia temperata. Nella nostra isola la carota trova condizioni pedoclimatiche ideali nelle province di Siracusa e Ragusa dove rappresenta il “prodotto bandiera”.
La novella di Ispica fa parte dei prodotti Igp e dagli anni ’60 caratterizza il paesaggio del territorio ispicese. Questa carota si differenzia dalle sue concorrenti per essere poco fibrosa, profumo intenso, aroma deciso con note erbacee e di frutta, precocità di maturazione, colore arancio molto intenso e croccantezza.
La Carota Novella di Ispica IGP viene coltivata con ciclo colturale autunno-vernino-primaverile, a differenza degli altri areali di produzione che coltivano questo ortaggio con ciclo primaverile-estivo-autunnale.
A promuovere la coltivazione di questo ortaggio è il Consorzio di Tutela IGP Carota Novella di Ispica, organismo nato nel 2010 e costituito da 18 produttori delle zone comprese nell’areale del Sud-Est siciliano tra le province di Ragusa e Siracusa.
Il Consorzio di Tutela IGP Carota Novella di Ispica dall’anno di costituzione alla data odierna ha avuto continui incrementi di mercato e nel 2024 ha registrato una crescita pari al 14% con 40mila quintali di prodotto certificato IGP. Attualmente la superficie coltivata è di circa 1.500 ettari, per una produzione complessiva che supera le 75mila tonnellate di cui il 10% certificata IGP.
“Quest’anno il nostro obiettivo è raggiungere quota 60.000 quintali di prodotto certificato e il 30 per cento di quello commercializzato con il marchio IGP – afferma Massimo Pavan, presidente del Consorzio di Tutela IGP che raggruppa tutti i produttori e confezionatori della Carota Novella di Ispica “Obiettivo del Consorzio – aggiunge l’imprenditore veneto che venticinque anni fa si è trasferito in Sicilia – è quello di far conoscere il prodotto e le sue caratteristiche uniche, attraverso progetti mirati e attività di promozione nei vari canali di distribuzione per poi arrivare all’utente finale, un consumatore consapevole, particolarmente attento ai prodotti di qualità. L’esigenza principale – continua Pavan – è informare il consumatore sui caratteri distintivi rispetto ad altre carote valorizzando il prodotto IGP con le sue peculiarità organolettiche. Nel nostro Paese – conclude Pavan – il cliente si è fidelizzato a un prodotto di qualità e vede l’IGP proprio come sinonimo di pregio e valore”.
Questo ortaggio dalle caratteristiche peculiari, viene promosso attraverso il progetto “La carota novella d’Ispica IGP in Ho.Re.Ca.” finanziato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF).
Al fine di raggiungere al meglio e con delle sessioni dedicate più tecniche, gli operatori del settore del canale Ho.Re.Ca. nel territorio di produzione della carota, così che gli stessi possano essere i primi ambasciatori del prodotto nei confronti dei consumatori, sono stati programmati 4 seminari che si svolgeranno a Catania (15 aprile), Ragusa (13 maggio), Palermo (16 maggio) ed Enna (20 maggio).
La carota, in tempi remoti veniva utilizzata solamente per l’alimentazione del bestiame. Da qui l’aforisma “dare la carota e il bastone” per indicare il contemporaneo uso delle buone e delle cattive maniere, oggi eufemisticamente usato anche nei rapporti umani.

Nelle carote il contenuto di vitamine (A, B, B2, C) è elevato, in particolare della A, sotto forma di protovitamina, importante perché presiede alla crescita dell’organismo. Le carote sono particolarmente ricche di beta-carotene, un precursore della vitamina A, essenziale per la salute della vista, la crescita delle cellule, il sistema immunitario e la pelle e contengono una gamma di antiossidanti, inclusi carotenoidi come beta-carotene, alfa-carotene e luteina. Sono una buona fonte di fibre alimentari, che svolgono un ruolo cruciale nella salute digestiva. Inoltre forniscono minerali importanti come il potassio, che è essenziale per la salute cardiaca, e il manganese, che svolge un ruolo nel metabolismo e nella formazione delle ossa. Contengono vitamine del gruppo B, tra cui tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3), acido pantotenico (B5) e piridossina (B6).
I carotenoidi presenti nelle carote, in particolare il beta-carotene, contribuiscono a mantenere la salute della pelle, dandole un aspetto più sano e giovane. Alcuni studi suggeriscono che le carote regolano i livelli di glucosio nel sangue, il che è utile per le persone con diabete o a rischio di sviluppare la malattia. Inoltre sono un alimento a basso contenuto calorico, rendendole una scelta ideale per coloro che seguono una dieta a ridotto apporto calorico ma ricca di nutrienti. Contengono anche diverse sostanze fitochimiche con potenziali benefici per la salute, tra cui poliacetilene e falcarinolo, che sono stati associati a proprietà antinfiammatorie e antitumorali.
La carota viene mangiata cruda a insalata o cotta ed entra anche a far parte della preparazione di diversi antipasti, ma anche di contorni.

Agronomo, storico dell’enogastronomia mediterranea, scrittore e giornalista. E’ stato presidente regionale dell’ARGA, Associazione Regionale dei Giornalisti esperti in agricoltura, ambiente, agroalimentare, turismo rurale, pesca e territorio, organo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa, scrive per diverse testate giornalistiche nazionali. E’ presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Accademia Internazionale Epulae, segretario generale della Federazione Internazionale dei Giornalisti e Scrittori di Turismo (Flai – Fijet). Ha insegnato Enogastronomia, Vitivinicoltura, Agroalimentare e Turismo Rurale (Terza area) presso gli Istituti Professionali Alberghieri ed Agrari: Paolo Borsellino di Palermo, Ugo Mursia, Sen. G. di Molinari di Sciacca e Calogero Don Vincenti di Bisacquino, nonché in diversi corsi di formazione di Enti Professionali. E’ stato componente come giurato di diverse gare enogastronomiche a carattere nazionale.
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni come: I prodotti dell’Isola del sole, Sicilia Rurale, Guida all’Agriturismo siciliano, edizione 2007 e 2008, La Sicilia a cavallo, Sicilia the Excelland, Guida alle agevolazioni contributive e creditizie in agricoltura, per conto della Regione Siciliana; La Riserva Naturale Orientata dei Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio; La Riserva Naturale Orientata di Monte Carcaci; La Riserva Naturale Orientata di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, per l’Istituto Poligrafico Europeo; Il Parco dei Monti Sicani, Edizione Sikana Progetti d’Arte; I pani votivi di S. Giuseppe a Chiusa Sclafani e la mostra etnografica di Palermo (1891/92), Ispe Archimede; Atlante del pane di Sicilia, per il Consorzio “Gian Pietro Ballatore”; Cento e più idee per valorizzare le aree rurali, Ed. Ispe Archimede; Cuscus: Storia, cultura e gastronomia, Casa Editrice AGRA Roma; I frutti di Sicilia nell’opera di Gianbecchina con testi di Mario Liberto, Andrea Camilleri, Maria Luisa Spezzani, per il Consorzio Agrario di Palermo; Legumi: gioielli d’Italia, Casa Editrice AGRA Roma; La cucina dei Monsù nel Regno delle Due Sicilie, Ed. Kalòs; Couscous Koinè culturale dei popoli, Ed. Kalòs; Legumi sostenibili: buoni per buongustai, vegetariani e vegani.