
di Simone Mussetti
“Grigia è ogni teoria, verde è l’albero della vita”.
Goethe, con questa sua frase, ci vuole insegnare che la teoria da sola non basta: bisogna agire e sperimentare con mano per apprendere e imparare davvero un mestiere.
Recentemente, in seguito ai miei studi presso l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, ho dovuto scegliere dove intraprendere un tirocinio. La mia idea era quella di lavorare, possibilmente in Francia, in una piccola cantina a conduzione familiare.
Con questa idea, ho iniziato a cercare lavoro nelle più disparate aree francesi. Tra Borgogna, Bordeaux, Champagne, ecc. mi sono imbattuto in un annuncio online:
“Cercasi stagista come aiuto vigneron a Courbevoie”.

Mosso da una grande curiosità, indago e scopro che la cantina in questione è davvero molto piccola, a conduzione familiare e non si trova in celeberrimi luoghi famosi per il vino. Si trova a Courbevoie, nella Défense, il principale quartiere d’affari di Parigi. Immediatamente mi candido e vengo assunto.
Quando mi ritrovo lì, a conoscere Fady ed Antoine, padre e figlio che vinificano in questa urban cellar, mi spiegano che l’Île-de-France, dove ora vedo asfalto e grattacieli, un tempo era un’importantissima area vitivinicola francese, dal Medioevo al XIX secolo, i vigneti si estendevano in tutta la regione, dando vita a grandi quantità di vini prevalentemente leggeri e poco alcolici.

Et c'est moi
Con l’arrivo della fillossera e la crescita di urbanizzazione, la viticoltura in questa regione è man mano scomparsa, facendo emergere sempre di più altre regioni francesi importanti per i vini, già citate all’inizio di questo articolo.
Non nascondo che lavorare per una piccola realtà produttrice di vini sia faticoso. I ritmi sono intensi e i lavori sono i più disparati. Ma sentirsi parte di una famiglia e avere l’opportunità di imparare sul campo (letteralmente) in vigna, e in cantina dai produttori, è la ricompensa più grande.

Durante il mese e mezzo presso “Pif à Papa”, letteralmente “Naso di Papà”, ho potuto svolgere i più disparati lavori in cantina come la Mise en bouteilles (imbottigliamento), l’etichettatura e l’inceratura delle bottiglie (con cera naturale) e il relativo stoccaggio in scatole riciclate. In vigna, quando dovevo svolgere attività agricole, mi spostavo presso la loro tenuta, nel Vexin Français, dove i titolari possiedono alcune parcelle di vitigni come Pinot Nero e Pineau d’Aunis. Il tutto con l’obiettivo di operare nel modo più sostenibile possibile. Oltre all’Île-de-France, Fady ed Antoine, si trovano a collaborare con alcuni vigneron, raccogliendo uve manualmente nella Valle della Loira e in Alsazia, sempre vinificando a Courbevoie.

Clos Férout – 2023
Un 100% Pinot Nero dal colore rubino pallido, con qualche riflesso violaceo Il Clos Férout è un vino non filtrato che conserva una personalità decisa. Risulta elegante e vivace, è di una spiccata finezza. Al naso e in bocca permette di immergersi in una bella passeggiata in un bosco estivo, ritrovando un lampone goloso, e frutti rossi come fragoline.Un vino che si abbina molto bene a formaggi come il Saint-Nectaire o a piatti a base di carni bianche.

Rorange de la Cousine 2023
Non si tratta di un vino rosé, né di un orange, ma di un “ROrange”.
Si tratta di un ottimo assemblaggio: 80% di rosé da uve Grolleau e 20% di orange da uve Gewürztraminer.
Un esperimento riuscito, che sprigiona aromi di scorza di pompelmo, arancia, frutti tropicali, rose e un ampio bouquet floreale.
In bocca, risulta rinfrescante e fruttato, pompelmo e litchi con un meraviglioso medio/lungo finale.

Chenin de Maman 2022
Un vino leggermente torbido con riflessi giallo limone. La scelta di non filtrare questo vino 100% Chenin Blanc (uve provenienti da Angers) è voluta per preservarne la profondità.

Vino floreale, ma con un buon carattere. Sentori di miele di acacia e mandorla. Una ventata di freschezza ed energia riempie il palato: pesca bianca e fiori di acacia caratterizzano questo Chenin, facile da bere e con una spiccata acidità.

Simone Mussetti (1990), laureato in Scienze della Comunicazione a Torino, vive in Piemonte. Ha conseguito il Master in “Food Culture, Communication and Marketing” presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed è certificato WSET Level 3 con menzione Distinction.