Charlie Arturaola, dalle radici a Montevideo all’esperienza internazionale, si racconta in un’intervista del Paestum Wine Fest

Dalle radici a Montevideo all’esperienza internazionale un percorso, che fa esordio nel bar di famiglia a Montevideo, per poi raggiungere l’Europa e il mondo. Quali sono stati i passi che, per te, sono stati fondamentali per la tua crescita professionale e il tuo approccio alla comunicazione e alla formazione enologica?
“Sono nato a Montevideo dove ho vissuto fino ai miei diciotto anni sono andato via dal mio Uruguay per lavorare oltre 25 anni con importanti realtà italiane e americane. Ho toccato con mano l’esperienza del vino direttamente in vigna quando, al mattino, incontravo tra i filari l’enologo in importanti aziende della Toscana, del Piemonte e del Veneto, ma anche in Francia a Bordeaux, tappa fondamentale per la mia crescita professionale e affermarmi nel settore, fino ad arrivare al grande schermo per realizzare due film, tre TV show raccontando la mia passione, partendo da cosa c’è dietro a un’etichetta, parlando della zona e della regione di provenienza, e dei disciplinari di produzione, della storia dell’azienda e della filosofia della cantina, tutti elementi che rappresentano la vera cultura del vino. Ho studiato comunicazione giornalismo e broadcasting in radio, partendo dal settore sportivo per arrivare a quello del vino. Provengo da una famiglia culturalmente ricca che, da sempre, mi ha stimolato alla conoscenza. In parte ho origini italiane avendo zii in Piemonte e in Liguria, dei quali ricordo con molto piacere i momenti di condivisione a tavola, dove il vino rappresentava un elemento che non poteva mancare nella insieme ai piatti della tradizione italiana. Ho lavorato con cuochi italiani in una cucina di Santo Domingo per arrivare fino all’esperienza di sette anni sulle navi, tra Caraibi, Europa, America e ogni angolo magnifico angolo di Terra”
Comunicazione e poliglossia del vino ovvero capacità di diffondere il mondo del vino nel linguaggio di Charlie Arturaola come wine speaker, attore cinematografico e formatore. Che cosa cerca il pubblico italiano e quello internazionale nell’informazione di settore?
La comunicazione è poliglotta, fortunatamente. Parlare tante lingue affinando la terminologia tecnica, come quella di un enologo, significa poter conoscere l’argomento. Tuttavia, è importante, saper trasferire in un linguaggio più semplice e diretto tutto quello che riguarda il mondo del vino, è fondamentale per attrarre l’attenzione. ogni volta che penso all’Italia, mi ritrovo davanti ad una grande sfida che si rivolge soprattutto ai giovani, perché quello che è davvero mi interessa per raggiungere lo stimolo intellettuali delle future generazioni che prenderanno tutte le informazioni e le nozioni e le esperienze che mi hanno formato per trasferirle a loro. questo mi fa pensare a quando ero giovane. Ricordo che quando servivo le mie prime bottiglie, raccontandole fino in fondo, provavo una forte emozione. Per questo, quando guardo all’esperienza del Paestum Wine Fest , proietto la mia visione a una sfida che si rivolge ai giovani, alla loro crescita e alla loro formazione”
La comunicazione, in Europa e nel mondo, ha diversi livelli di lettura ma che cercano di inseguire tendenze ed evoluzioni significative per la crescita dell’economia del settore e per creare nuove opportunità di business. Quali sono le principali sfide e opportunità dei futuri ambasciatori della comunità internazionale del vino?
“Le principali sfide si rivolgono chiaramente ai giovani e arrivare a loro utilizzando i mezzi di comunicazione social. Ho un grande seguito sui miei canali e la mia missione è sollecitare l’occhio della mente a guardare cosa c’è dentro del bicchiere di vino e spronarli a fare esperienza in ogni realtà possibile. Io, ad esempio, ho lavorato in regioni come l’Abruzzo, le Marche e la Lombardia. La vera sfida è quella di arrivare ai giovani”
La presenza di Charlie Arturaola al Paestum Wine Fest rappresenta un respiro di internazionalizzazione nel festival del Fare Business del Centro e del Sud Italia. Che cosa porterai quest’anno in questa nuova edizione?
“E’ sempre bello al Paestum Wine Fest e in Campania, regione che ho conosciuto per la mia prima volta 34 anni fa. Quest’anno parteciperò con delle masterclass per continuare la diffusione dell’informazione della formazione della cultura del vino con grandissimi produttori che sono i veri simboli della storia del vino italiano. Inoltre, c’è molto interesse dall’estero e verranno buyers da ogni parte del mondo, da Barcellona e persino dalla Scandinavia, da Toronto e dalla Florida. Qui troveranno un Sud Italia vivo e vivace che ha voglia di creare grandi opportunità e business. Sarà un’edizione fondamentale per il mondo del vino”.

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Uno spezzone del nuovo film che Charlie sta girando, in Francia nella regione della Savoia, in Messico, in Bolivia, inAmerica, ma anche nella lontana Patagonia e precisamente nella regione di Chubut, una realtà vitivinicola giovane e in via di sviluppo.

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Una simpatico spezzone del nuovo film che Charlie sta girando per il mondo e in particolore in Patagonia, una terra che non si pensava potesse diventare una bella realta del mondo vitivinicolo. Con Charlie, Pandora, la sua simpaticissima moglie.